
Audiweb ha pubblicato nei giorni scorsi i risultati per il 2011 della ricerca sulla diffusione dell'online in Italia, da cui si evince che le connessioni e l'utilizzo di internet nel Bel Paese sono decisamente in crescita.
Di seguito analizziamo insieme alcuni dei dati principali emersi dalla ricerca.
Nel 2011 35,8 milioni di italiani hanno navigato da casa, ufficio o luogo di studio, sono il 6,9% in più rispetto al 2010. Gli utenti medi mensili sono stati 26,4 milioni (+10,7% rispetto al 2010) e quelli giornalieri 12,7 milioni (+9,9% rispetto al 2010).
Le famiglie con la possibilità di accedere alla rete sono 13,5 milioni (7,8% più del 2010), di cui il 67,6% ha una connessione veloce con adsl o fibra ottica e il 25% ha una connessione tramite chiavette internet. Ma i membri delle famiglie possono accedere non solo da casa (33,8 milioni di utenti, +8% rispetto al 2010), ma anche dal luogo di studio (3,5 milioni di studenti, +21,3% dal 2010), dall'ufficio (il 40,3% degli occupati) o da altri luoghi (bliblioteca, internet point, ...)
Gli accessi ad internet sono stati sicuramente incrementati dalla connessione tramite mobile (cellulari, smartphone e tablet), sono infatti 9,7 milioni gli italiani che hanno navigato tramite questi dispositivi nel 2011, il 55,4% in più rispetto all'anno precedente.
Ultimo dato da analizzare, ma non per importanza, è il tempo medio trascorso online, siamo passati da 1 ora e 23 minuti giornalieri per utente del 2010 ad 1 ora e 18 minuti nel 2011, mantenendo più o meno costante anche il numero di pagine visualizzate, una media di 152 per il 2011.
Staremo a vedere cosa succederà quest'anno, forse riusciremo a risolvere i problemi delle infrastrutture e a rimpicciolire il digital divide, il divario tra chi ha accesso effettivo a PC e internet e chi non ce l'ha.

Icann ha deciso di dare il via alla possibilità di registrare nuovi TDL (Top Level Domain).
Ne abbiamo già parlato in questa news di un paio di settimane fa, ma ci sono delle novità. In soli sette giorni, infatti, l'organizzazione ha ricevuto molte richieste di registrazioni di suffissi personalizzati e ne ha già approvate 25. Questa preselezione ha fatto guadagnare 125 mila dollari (5 mila per ogni suffisso) a Icann, che si aspetta un ulteriore incremento delle richieste fino al 12 aprile, il termine per la presentazione delle domande.
Dopo la pubblicazione dell'elenco delle richieste, che avverrà a maggio, saranno poche le aziende che potranno permettersi TLD personalizzati, ogni top level domain verrà infatti a costare 185 mila dollari.
Allora, probabilmente, Icann non si aspetterà più un aumento delle richieste!

DigitPA, l'ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, effettuerà domani, mercoledì 25 gennaio 2012, i controlli previsti dalla normativa vigente (Circolare 7 dicembre 2006, n. CNIPA/CR/51) sui sistemi di Posta Elettronica Certificata.
Il servizio PEC sarà quindi sospeso dalle 12:00 alle 12:15, periodo in cui non sarà possibile inviare e ricevere mail certificate.
Per qualsiasi informazione o chiarimento potete contattarci o telefonarci al numero verde 800 037 623.

A un anno dall'esperimento di test dell'IPv6, tenutosi durante il World IPv6 Day, il prossimo giugno prenderà avvio il passaggio dal vecchio protocollo IPv4 al nuovo.
Quasi tutte le aziende che hanno partecipato al test pateciperanno ora anche allo switch off. Cisco e D-Link inseriranno di default l'impostazione dell'IPv6 sui loro router, i content delivery network Akamai e Limelight lo implementeranno sui loro CDN. Google, Bing, Yahoo e Facebook lo abiliteranno definitivamente sui loro siti, così come grandi provider quali AT&T, Time Warner Cable, Free Telecom e KDDI.
L'avvio della conversione, che avverrà il 6 giugno, è significativo, soprattutto se si pensa che la lista dei partecipanti sicuramente crescerà da qui a cinque mesi. Per le connessioni domestiche però occorrerà molto più tempo, da giugno infatti, pochissimi utenti inizieranno a navigare con l'IPv6 e per gli altri lo switch off arriverà più avanti.

Se ne parlava già da tempo e finalmente da oggi Icann, l'ente che gestisce i top level domain generici, garantirà la possibilità di registrare domini multi-codice. Gli abitanti dei paesi asiatici, che sono ormai circa il 50% degli utenti del web, potranno quindi registrare un nome di dominio anche con i propri caratteri. Cade quindi il vincolo che obbligava ad utilizzare la codifica latina negli URLdei siti.
"Come avremmo potuto aspettare ancora?", questa la domanda che Rod Beckstrod, il CEO dell'organizzazione, ha posto a chi ancora non accetta di buon grado questo piano.
Icann è un'organizzazione internazionale, perciò ha fra le sue missioni quella di garantire equità tra tutti gli utenti di internet.
Un'altra novità molto attesa è la decisione di accettare le richieste per una nuova serie di domini di primo livello. Al momento ne esistono sedici, le classiche estensioni .com, .net, .org... ma da oggi al 12 aprile, governi, società e utenti da tutto il mondo protanno presentare la domanda per registrare il proprio top level domain al "modico prezzo" di 145mila euro. Icann verificherà poi l'attendibilità delle richieste e deciderà quali accettare e quali no.
Come cambierà internet con queste novità?

lo staff Artera augura a tutti Buone Feste e Felice Anno Nuovo!

In attesa di aprire le porte a ciò che verrà - la versione finale di Internet Explorer 10 - in casa Microsoft hanno deciso che sia opportuno anzitutto liberarsi della versione più anziana del browser, la numero 6, ritenuta ormai non più adatta per un utilizzo professionale e di intrattenimento.
Un "repulisti" che l'azienda di Redmond ha deciso con un comunicato espresso nel blog ufficiale, ponendo come decorrenza l'inizio del 2012. Australia e Brasile saranno i primi Paesi interessati dal pensionamento, via via toccherà poi a tutti gli altri mercati. La cancellazione di Explorer 6 avverrà tramite un aggiornamento inviato da Windows Update e si tratterà di una prima volta assoluta; il browser di Redmond sarà interessato dall'azione del tool che gestisce tutti gli update dei programmi Microsoft. I computer degli utenti equipaggiati con Windows Xp passeranno automaticamente alla versione 8 di Explorer, mentre quelli con a bordo Windows 7 o Windows Vista saranno "migrati" alla release 9 (che non è compatibile con Xp).
In casa Microsoft hanno invece deciso di imitare il modello di upgrading automatico di Mozilla (per Firefox) e Google (per Chrome) con alcuni - non trascurabili - accorgimenti. Chi in passato ha rifiutato un aggiornamento di Explorer non subirà per esempio la cancellazione forzata del vecchio browser. Tutte le aziende avranno inoltre la possibilità di bloccare l'installazione degli aggiornamenti utilizzando il Blocker Toolkit di Microsoft e non verrà infine intaccato il meccanismo che già oggi consente di disinstallare un upgrade di Ie e di ripristinare il browser fornito con la versione di Windows installata sul pc.

Sono trascorsi dodici mesi da che i principali gruppi editoriali hanno lanciato in Italia la digitalizzazione di migliaia di libri, proposti sul mercato a un prezzo inferiore rispetto a quelli cartacei. A un anno di distanza ecco che l’Associazione italiana editori propone un primo resoconto, attraverso l’indagine ‘Dentro l’e-book’. L’analisi rivela come la lista dei titoli acquistabili sia in costante crescita, da 7mila a 20mila pubblicazioni digitali. Per un valore del mercato dei libri digitali stimato, per il 31 dicembre 2011, sugli oltre 3 milioni di euro, contro il milione e mezzo di un anno fa. Crescono anche i lettori digitali, che rappresentano oggi il 3% di tutti i lettori italiani, e prediligono nelle loro scelte i generi di narrativa, gialli, e fantascienza. In media, chi acquista ebook legge mediamente tra i 12 e 30 libri all’anno, consultando preliminarmente recensioni on line, cercando consigli sui social network, su Anobii, sui blog letterari e visionando i booktrailer.
Cambiano dunque anche gli strumenti di informazione intorno al libro. Il passo in avanti è significativo, ma ancora siamo lontani da un vero e proprio decollo di questo nuovo mezzo di comunicazione, soprattutto se si fa un confronto con la situazione negli altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Il dato degno di maggior attenzione per l’Italia riguarda soprattutto la piccola editoria: infatti, sono i piccoli editori a sperimentare maggiormente in questo ambito, sfidando i giganti Apple e Amazon, che stanno iniziando a sottoscrivere accordi coi grandi gruppi italiani.

Chrome mette la freccia e sorpassa la “volpe” Firefox. L’evento ha qualcosa di epocale nel mondo del web: i numeri dicono che il browser di Google oggi è davanti per quota di mercato al forte concorrente di casa Mozilla, lanciato nel 2004.
Ma entriamo nello specifico. Secondo i dati pubblicati dalla società StatCounter, a novembre la quota di mercato di Chrome si è attestata al 25,69%, superando di un soffio Firefox, in calo al 25,23%. A guidare la classifica rimane stabile Internet Explorer di Microsoft, che dopo 16 anni detiene una quota del 40,63%. Una vera e propria cavalcata, quella di Chrome. Presentato solo nel 2008, in soli tre anni la creatura di Mountain View si è accaparrata un quarto della fetta. Il merito di questa crescita sta tutto nella velocità di navigazione, abbinata alla grande quantità di aggiornamenti messi a disposizione degli utenti. Chiudiamo con un cenno agli altri competitors presenti sulla scena, che di fatto si spartiscono le briciole, In quarta posizione, per esempio, troviamo Safari, il browser di Apple, capace di un misero 5.92%.
I valori in campo si può dire che son definiti: nel 2012 sarà una battaglia all’ultimo click tra Explorer e Chrome!

Parliamo di domini internet, e in particolare di un nuovo servizio che semplifica la firma e la gestione dei nomi a dominio .eu abilitati al protocollo di sicurezza telematica DNSSEC (Domain Name System Security Extensions). L’iniziativa arriva da EURid, l’organizzazione no-profit designata dalla Commissione europea per gestire il dominio di primo livello .eu. Destinatari i Registrar, ovvero quelle società che si prendono in carico la trasmissione concreta delle estensioni. Obiettivi: semplificare le procedure, e aumentare il gradiente di sicurezza, mediante verifica e convalida delle risposte del name server attraverso una particolare procedura. Le firme digitali sono integrate ai dati DNS (Domain Name System) pertanto l’origine e l’integrità dei dati possono essere verificate mentre si naviga in Internet.
Effettuata l’iscrizione al servizio, i registrar accreditati .eu possono selezionare i nomi a dominio .eu che saranno abilitati al protocollo DNSSEC; il servizio di firma DNSSEC .eu si occuperà del resto. Chiudiamo con qualche numero sul dominio .eu. Introdotto nel 2005, vanta già oltre 3 milioni di registrazioni, e permette di collegare 500 milioni di persone in 27 paesi del Vecchio Continente.